Colestipolo

Il colestipolo è una resina a scambio anionico, basica, a elevato peso molecolare, simile alla colestiramina. Il colestipolo non viene idrolizzato dagli enzimi digestivi.

Colestipolo
Nome IUPAC
Copolymer of bis(2-aminoethyl)amine and 2-(chloromethyl)oxirane
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare(C4H10N3)m(C3H6O)n
Numero CAS50925-79-6
Codice ATCC10AC02
PubChem62816 CID 62816
DrugBankDB00375
SMILES
C1C(O1)CCl.C(CNCCNCCNCCN)N
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Dati farmacocinetici
BiodisponibilitàNessuna
EscrezioneFecale, come complesso con acidi biliari
Indicazioni di sicurezza

Caratteristiche strutturali e fisiche

È una resina giallina, igroscopica, insapore, inodore. La resina si rigonfia a contatto con acqua o soluzioni acquose. Insolubile in acqua. Il pH di una sospensione acquosa al 10% è compreso tra 6 e 7,5. Si conserva in contenitori ermeticamente chiusi, a temperatura compresa tra 15 e 30 °C.

Farmacodinamica

Come la colestiramina, il colestipolo è capace di chelare gli acidi biliari a livello del tratto gastrointestinale bloccandone il riciclo enteroepatico. Ciò comporta nell'organismo un aumento compensatorio della conversione di colesterolo in acidi biliari e quindi una diminuzione del pool di colesterolo, in parte controbilanciata da un aumento della sua sintesi. Si avrebbe quindi un aumento dei recettori epatici per le LDL con conseguente riduzione delle loro concentrazioni plasmatiche.[1][2] Attraverso un'attivazione dei processi recettoriali ad alta affinità, si avrebbe inoltre un aumento del catabolismo lipoproteico. Spesso nei soggetti in trattamento si verifica un aumento dei livelli ematici dei trigliceridi.[3]

Farmacocinetica

Il composto non viene assorbito dal tratto gastrointestinale. L'eliminazione dall'organismo avviene attraverso la formazione con gli acidi biliari un complesso insolubile che viene escreto con le feci.

Tossicologia

Studi sperimentali sugli animali (ratto) hanno messo in evidenza valori della DL50 superiori a 4000 mg/kg peso corporeo, a seguito di somministrazione intraperitoneale, e superiori a 1000 mg/kg, quando somministrato per os.[4]

Usi clinici

Colestipolo trova indicazione nel trattamento delle ipercolesterolemie, in particolare della iperlipoproteinemia di tipo II, caratterizzata da elevate concentrazioni plasmatiche di LDL. Il farmaco deve essere associato a un appropriato regime dietetico ipolipemizzante e al controllo del peso corporeo, in tutti quei soggetti che non rispondono al solo trattamento dietetico.[5][6][7][8][9]

Effetti collaterali e indesiderati

Durante il trattamento sono stati segnalati eventi avversi e disturbi gastrointestinali, in particolare riduzione dell'appetito, nausea, vomito, stipsi (10%), aggravamento di malattia emorroidaria, dolore addominale, flatulenza e diarrea. Più raramente sono state segnalate anche ulcera peptica, irritazione ed emorragia gastrointestinale, colecistite e colelitiasi, oltre a modesto e transitorio incremento dei livelli plasmatici di ALT e di fosfatasi alcalina[10] e alterazioni della funzionalità tiroidea.[11]
Sono stati anche segnalati dolori articolari e muscolari, artrite e disturbi neurologici (cefalea, vertigini, stanchezza, debolezza, ansia e sonnolenza. Si possono osservare inoltre reazioni di ipersensibilità (rash cutaneo, orticaria, dermatite ed eczema). Occasionalmente è possibile registrare aumento dei livelli plasmatici di fosforo e cloro e diminuzione dei livelli di sodio e potassio.

Controindicazioni

Il farmaco è controindicato nei soggetti con ipersensibilità individuale nota al principio attivo oppure a uno qualsiasi degli eccipienti utilizzati nella formulazione farmaceutica. L'utilizzo di colestipolo nelle donne in stato di gravidanza e nei soggetti in età pediatrica è sconsigliato. Si consiglia cautela in caso di utilizzo in pazienti affetti da stipsi e ridotta funzionalità della tiroide.

Dosi terapeutiche

La dose orale di colestipolo è generalmente di 15-30 g al giorno, suddivisi in 2-4 somministrazioni, da sospendere in abbondante acqua o altra bibita. Allo scopo di evitare l'inalazione di granuli di colestipolo o l'irritazione del lume esofageo con successiva possibile stenosi, la resina non deve essere mai ingerita allo stato secco.

Interazioni

Avvertenze

A causa della sua alta affinità per gli anioni, il colestipolo può interferire con l'assorbimento di un gran numero di farmaci. Il paziente pertanto deve essere istruito ad assumere eventuali altri medicinali a una certa distanza di tempo (almeno 1 ora prima oppure 4 ore dopo) dall'ingestione della resina.
Prima e durante il trattamento con colestipolo si deve effettuare il monitoraggio periodico dei livelli di colesterolo e trigliceridi. È necessario associare al trattamento con colestipolo un adeguato regime alimentare, in particolare povero di colesterolo e acidi grassi saturi.

Note

  1. TM. Parkinson, K. Gundersen; NA. Nelson, Effects of colestipol (U-26,597A), a new bile acid sequestrant, on serum lipids in experimental animals and man., in Atherosclerosis, vol. 11, nº 3, pp. 531-7, PMID 5433090.
  2. TM. Parkinson, JC. Schneider; WA. Phillips, Effects of colestipol hydrochloride (U-26,597A) on serum and fecal lipids in dogs., in Atherosclerosis, vol. 17, nº 2, pp. 167-79, PMID 4709118.
  3. DS. Goodman, RP. Noble; RB. Dell, The effects of colestipol resin and of colestipol plus clofibrate on the turnover of plasma cholesterol in man., in J Clin Invest, vol. 52, nº 10, Ott 1973, pp. 2646-55, DOI:10.1172/JCI107457, PMID 4729058.
  4. HD. Webster, JA. Bollert, Toxicologic, reproductive and teratologic studies of colestipol hydrochloride, a new bile acid sequestrant., in Toxicol Appl Pharmacol, vol. 28, nº 1, Apr 1974, pp. 57-65, PMID 4855231.
  5. RC. Heel, RN. Brogden; GE. Pakes; TM. Speight; GS. Avery, Colestipol: a review of its pharmacological properties and therapeutic efficacy in patients with hypercholesterolaemia., in Drugs, vol. 19, nº 3, Mar 1980, pp. 161-80, PMID 6988203.
  6. J. LaRosa, Review of clinical studies of bile acid sequestrants for lowering plasma lipid levels., in Cardiology, 76 Suppl 1, 1989, pp. 55-61; discussion 61-4, PMID 2653624.
  7. DR. Illingworth, BE. Phillipson; JH. Rapp; WE. Connor, Colestipol plus nicotinic acid in treatment of heterozygous familial hypercholesterolaemia., in Lancet, vol. 1, nº 8215, Feb 1981, pp. 296-8, PMID 6109940.
  8. JP. Kane, MJ. Malloy; P. Tun; NR. Phillips; DD. Freedman; ML. Williams; JS. Rowe; RJ. Havel, Normalization of low-density-lipoprotein levels in heterozygous familial hypercholesterolemia with a combined drug regimen., in N Engl J Med, vol. 304, nº 5, Gen 1981, pp. 251-8, DOI:10.1056/NEJM198101293040502, PMID 7003391.
  9. CJ. Glueck, Colestipol and probucol: treatment of primary and familial hypercholesterolemia and amelioration of atherosclerosis., in Ann Intern Med, vol. 96, nº 4, Apr 1982, pp. 475-82, PMID 7039445.
  10. SM. Sirmans, JK. Beck; HL. Banh; DA. Freeman, Colestipol-induced hepatotoxicity., in Pharmacotherapy, vol. 21, nº 4, Apr 2001, pp. 513-6, PMID 11310528.
  11. L. Cashin-Hemphill, CA. Spencer; JT. Nicoloff; DH. Blankenhorn; SA. Nessim; HP. Chin; NA. Lee, Alterations in serum thyroid hormonal indices with colestipol-niacin therapy., in Ann Intern Med, vol. 107, nº 3, Set 1987, pp. 324-9, PMID 3113309.
  12. DM. Hibbard, JR. Peters; DB. Hunninghake, Effects of cholestyramine and colestipol on the plasma concentrations of propranolol., in Br J Clin Pharmacol, vol. 18, nº 3, Set 1984, pp. 337-42, PMID 6487473.
  13. DB. Hunninghake, S. King; K. LaCroix, The effect of cholestyramine and colestipol on the absorption of hydrochlorothiazide., in Int J Clin Pharmacol Ther Toxicol, vol. 20, nº 4, Apr 1982, pp. 151-4, PMID 7076343.
  14. SR. al-Balla, YM. el-Sayed; MA. al-Meshal; MW. Gouda, The effects of cholestyramine and colestipol on the absorption of diclofenac in man., in Int J Clin Pharmacol Ther, vol. 32, nº 8, Ago 1994, pp. 441-5, PMID 7981930.
  15. JT. Callaghan, M. Tsuru; JL. Holtzman; DB. Hunninghake, Effect of cholestyramine and colestipol on the absorption of phenytoin., in Eur J Clin Pharmacol, vol. 24, nº 5, 1983, pp. 675-8, PMID 6873150.
  16. PJ. Neuvonen, K. Kivistö; EL. Hirvisalo, Effects of resins and activated charcoal on the absorption of digoxin, carbamazepine and frusemide., in Br J Clin Pharmacol, vol. 25, nº 2, Feb 1988, pp. 229-33, PMID 3358884.
  17. KE. Wirth, [Drug interactions in the use of cardiac glycosides]., in Med Welt, vol. 32, nº 7, Feb 1981, pp. 234-8, PMID 7010063.
  18. LC. Knodel, RL. Talbert, Adverse effects of hypolipidaemic drugs., in Med Toxicol, vol. 2, nº 1, pp. 10-32, PMID 3547004.
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