Acido ibandronico

Acido ibandronico
Nome IUPAC
{1-idrossi-3-[metil(pentil)ammino]propane-1,1-diil}bis(phosphonic acid)
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC9H23NO7P2
Massa molecolare (u)319,229
Numero CAS114084-78-5
Codice ATCM05BA06
PubChem60852
DrugBankDB00710
SMILES
O=P(O)(O)C(O)(CCN(CCCCC)C)P(=O)(O)O
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale, endovenosa
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità0.6%
Emivitada 10 a 60 ore
EscrezioneRenale
Indicazioni di sicurezza

L'acido ibandronico o ibandronato (nella fase sperimentale conosciuto con la sigla BM 21.0955)[1] è una molecola appartenente alla classe dei bifosfonati utilizzata nella terapia e nella prevenzione dell'osteoporosi, nella cura della malattia di Paget dell'osso,[2] e nelle complicanze ossee (lesioni osteolitiche) associate a metastasi, in particolare di tumori della mammella.[3][4] In una review del 2005 è stato confermato che in donne con cancro al seno avanzato e metastasi ossee clinicamente evidenti, l'uso di bifosfonati (sia assunti per via orale che per via endovenosa), in aggiunta alla terapia ormonale od alla chemioterapia, riduce il rischio di sviluppare un evento scheletrico rispetto al placebo o alla non assunzione di bifosfonati oltre ad aumentare il tempo che trascorre tra gli eventuali eventi scheletrici.[5]
In Italia il farmaco è venduto dalla società farmaceutica Roche Registration Limited con il nome commerciale di Bondronat nella forma farmaceutica di compresse rivestite con film da 50 mg. È inoltre commercializzato da numerose altre società farmaceutiche come medicinale equivalente.

Farmacodinamica

Ibandronato appartiene al gruppo dei bifosfonati, una classe di farmaci che agisce in modo specifico sulla sostanza ossea. Acido ibandronico inibisce il riassorbimento osseo indotto dagli osteoclasti. Come altri bifosfonati, è chimicamente correlato al pirofosfato inorganico, il regolatore endogeno del turnover osseo. Mentre il pirofosfato inibisce il riassorbimento osseo e la mineralizzazione dell'osso neoformato dagli osteoblasti, ibandronato, alle dosi farmacologiche routinariamente utilizzate, inibisce specificamente il riassorbimento osseo senza determinare alcun effetto sulla mineralizzazione. In modelli animali, ibandronato si è dimostrato più potente di etidronato, clodronato, pamidronato e alendronato oltre che sostanzialmente equivalente in potenza o forse più potente di risedronato nell'inibire il riassorbimento osseo e l'ipercalcemia indotta.[6]
L'acido ibandronico con la sua azione di inibizione dell'attività osteoclastica, riducendo il riassorbimento osseo attenua le complicazioni scheletriche della malattia maligna, normalmente caratterizzata da un eccessivo riassorbimento non bilanciato da un'adeguata deposizione di osso.

Farmacocinetica

Acido ibandronico dopo somministrazione orale viene rapidamente assorbito nel tratto gastrointestinale. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta entro circa 1 ora (Tmax). La biodisponibilità assoluta, similmente ad altri bifosfonati, è scarsa e pari a circa lo 0,6%. L'assorbimento è decisamente ridotto dalla contemporanea assunzione di cibo o bevande (con l'unica eccezione dell'acqua naturale).

Usi clinici

Ibandronato è indicato nella prevenzione di eventi scheletrici, come ad esempio fratture patologiche e complicanze ossee che possono comportare l'uso della radioterapia o della chirurgia, in soggetti affetti da tumore mammario e metastasi ossee. È promettente anche un suo utilizzo nella terapia adiuvante del cancro della mammella.[7]
Può anche essere utilizzato nel trattamento dell'osteoporosi postmenopausale.[8] [9][10][11]

Effetti collaterali ed indesiderati

  • Tratto gastrointestinale: nausea, disfagia, dispepsia, esofagite, dolore addominale, ulcera duodenale e gastrica.
  • Disturbi del metabolismo: ipocalcemia.[12]
  • Disturbi oculari: sono stati riportati eventi infiammatori oculari come uveiti, episcleriti e scleriti.
  • Test diagnostici: è possibile il verificarsi di incremento delle concentrazioni ematiche di ormone paratiroideo (PTH).
  • Patologie della cute: rash maculo-papulari, necrolisi tossica epidermica, reazioni eritematose ed edematose.[13]
  • Osteonecrosi della mandibola: si può verificare un deterioramento dell'articolazione temporo-mandibolare in corso di trattamento con il bifosfonato, in particolare in associazione ad interventi di tipo odontoiatrico, specie di estrazione dentale, oppure a processi infettivi locali. La gran parte dei casi si verifica in pazienti con tumore.[14]

Controindicazioni

L'acido ibandronico è controindicato nei soggetti con ipersensibilità al principio attivo oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il farmaco è anche controindicato nei soggetti che presentano malattie, quali ad esempio la stenosi o l'acalasia, oppure alterazioni a livello esofageo che possano comportare un ritardato svuotamento dell'organo e, quindi, aumentare il rischio di effetti indesiderati. Allo stesso modo ne è controindicata l'assunzione in pazienti che presentano, per qualsiasi motivo, l'impossibilità a rimanere in piedi o seduti oppure in una posizione che comporta mantenere il busto eretto per almeno mezz'ora.

Dosi terapeutiche

Negli adulti la dose raccomandata è di 50 mg, pari ad una compressa rivestita con film, al giorno. Il dosaggio deve essere aggiustato nelle pazienti con insufficienza renale grave (clearence della creatinina < 30 ml/min) in cui la dose raccomandata è di 50 mg una volta alla settimana.

Interazioni

  • Latte, alimenti, bevande (tranne l'acqua naturale), farmaci antiacidi (contenenti alluminio e magnesio), possono interferire con l'assorbimento di ibandronato.
  • Tamoxifene o terapia ormonale sostitutiva con estrogeni: nessuna interazione clinicamente rilevante.
  • Melfalan/prednisolone: nessuna interazione clinicamente rilevante nei soggetti con mieloma multiplo in trattamento con questi farmaci.
  • Ranitidina: somministrata per via endovenosa determina un aumento della biodisponibilità del farmaco.

Note

  1. RC. Mühlbauer, F. Bauss; R. Schenk; M. Janner; E. Bosies; K. Strein; H. Fleisch, BM 21.0955, a potent new bisphosphonate to inhibit bone resorption., in J Bone Miner Res, vol. 6, nº 9, Sep 1991, pp. 1003-11, DOI:10.1002/jbmr.5650060915, PMID 1838661.
  2. HW. Woitge, H. Oberwittler; S. Heichel; A. Grauer; R. Ziegler; MJ. Seibel, Short- and long-term effects of ibandronate treatment on bone turnover in Paget disease of bone., in Clin Chem, vol. 46, nº 5, maggio 2000, pp. 684-90, PMID 10794751.
  3. T. Yoneda, A. Sasaki; C. Dunstan; PJ. Williams; F. Bauss; YA. De Clerck; GR. Mundy, Inhibition of osteolytic bone metastasis of breast cancer by combined treatment with the bisphosphonate ibandronate and tissue inhibitor of the matrix metalloproteinase-2., in J Clin Invest, vol. 99, nº 10, maggio 1997, pp. 2509-17, DOI:10.1172/JCI119435, PMID 9153295.
  4. P. Burckhardt, Ibandronate in oncology., in Cancer, vol. 80, 8 Suppl, Oct 1997, pp. 1696-8, PMID 9362439.
  5. N. Pavlakis, R. Schmidt; M. Stockler, Bisphosphonates for breast cancer., in Cochrane Database Syst Rev, nº 3, 2005, pp. CD003474, DOI:10.1002/14651858.CD003474.pub2, PMID 16034900.
  6. M. Dooley, JA. Balfour, Ibandronate., in Drugs, vol. 57, nº 1, Jan 1999, pp. 101-8; discussion 109-10, PMID 9951955.
  7. HJ. Deuber, F. Theiss, [Bisphosphonates in adjuvant therapy of breast cancer]., in Med Klin (Munich), vol. 105, nº 9, Sep 2010, pp. 635-46, DOI:10.1007/s00063-010-1103-x, PMID 20878301.
  8. P. Ravn, Bisphosphonates for prevention of postmenopausal osteoporosis., in Dan Med Bull, vol. 49, nº 1, Feb 2002, pp. 1-18, PMID 11894721.
  9. JY. Reginster, Oral and intravenous ibandronate in the management of postmenopausal osteoporosis: a comprehensive review., in Curr Pharm Des, vol. 11, nº 28, 2005, pp. 3711-28, PMID 16305506.
  10. EY. Pyon, Once-monthly ibandronate for postmenopausal osteoporosis: review of a new dosing regimen., in Clin Ther, vol. 28, nº 4, Apr 2006, pp. 475-90, DOI:10.1016/j.clinthera.2006.04.006, PMID 16750461.
  11. M. Rossini, O. Viapiana; D. Gatti; S. Adami, Once-monthly oral ibandronate in postmenopausal osteoporosis: translation and updated review., in Clin Ther, vol. 31, nº 7, Jul 2009, pp. 1497-510, DOI:10.1016/j.clinthera.2009.07.018, PMID 19695399.
  12. PD. Papapetrou, Bisphosphonate-associated adverse events., in Hormones (Athens), vol. 8, nº 2, pp. 96-110, PMID 19570737.
  13. I. Weber, A. Olaiwan; I. Bonte; C. Artigou; V. Pras-Landre; P. Moguelet; C. Frances; C. Pecquet, Adverse cutaneous drug reactions to ibandronate., in Eur J Dermatol, vol. 21, nº 4, pp. 591-4, DOI:10.1684/ejd.2011.1386, PMID 21700532.
  14. IJ. Diel, R. Bergner; KA. Grötz, Adverse effects of bisphosphonates: current issues., in J Support Oncol, vol. 5, nº 10, pp. 475-82, PMID 18240669.
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